Francesco Venier.

Sono nato a La Spezia il 10 agosto 1973. Fin da bambino ho mostrato attitudine per il disegno, e ho trascorso il periodo della mia formazione a Carrara, diplomandomi al Liceo Artistico nel 1991 e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Scultura nel 1996. In quegli anni ho frequentato due maestri: il pittore spezzino Geraldo Podenzana e lo scultore sarzanese Claudio Ambrogetti, anche se ero ancora troppo giovane per essere consapevole del mio talento.

La passione per i cavalli e il mondo equestre ha poi assorbito gran parte della mia vita, portandomi a emigrare e a lavorare, ancora oggi, in un noto allevamento. Dopo una lunga pausa artistica, ho ripreso frequentando i corsi di ceramica alla Kunst Academie di Tongeren, in Belgio, dove i docenti Frans Gregoor, Judit Schils e Doreen Poesen mi hanno aiutato a uscire da un approccio accademico, insegnandomi a manipolare la creta con più libertà e ad affrontare i colori ceramici.

About

Creare per me è una continua ricerca.

Nel tempo libero e durante le vacanze amo visitare i musei e disegnare con la penna, su un book, le opere che vedo. Apprezzo molto gli scultori e i pittori del Novecento: Marino Marini, Francesco Messina, Giacomo Manzù, Augusto Murer, Alberto Giacometti, e pittori come Renato Guttuso, tra tanti altri.

I miei disegni non servono a copiare idee, ma a stimolare la mia sensibilità per creare un figurativo istintivo. In questa società dei social, dove tutto si fa con un clic, tutto è riproducibile e svanisce in pochi secondi, con la mia arte cerco di fermare il tempo. È un’arte istintiva ma ragionata: amo osservare ciò che mi circonda, e parte di quello che vedo si trasforma in scultura, disegno o altro — ogni opera racconta una storia. Mi piace anche andare in un parco e disegnare le persone che camminano o vanno in bicicletta, in disparte, quasi di nascosto, per non influenzarne l’atteggiamento. Anche scegliere una modella non è semplice: deve essere il più spontanea possibile.

La mia arte esprime quindi le mie emozioni più profonde, e tutto torna nel mio stile. Spero che chi possiede le mie opere riesca a dare loro un’altra vita: quando le vedo installate in contesti diversi dalla mia casa, sembrano prendere un’altra luce, e per me è sempre una meraviglia.

Strano a dirsi, ma dopo tanti anni la mia maturità artistica comincia solo ora ad arrivare: i pensieri della mia mente si concretizzano finalmente in materia o in linee.

Produzione artistica

La mia produzione si basa principalmente sulla scultura in ceramica. La creta è un materiale che amo per le sue infinite possibilità: si torce, si allunga, si manipola con dolcezza o aggressività, fino quasi allo stato di fanghiglia. Ho usato anche cartapesta, gesso, cera e, di recente, il bronzo.

Durante le vacanze in Italia preparo le cere per i bronzi nella fonderia Versiliese a Pietrasanta, dove artisti da tutto il mondo realizzano le proprie opere. La competenza degli artigiani è straordinaria: ti guidano nel materiale e in ogni fase del lavoro, portando con sé una tradizione familiare e i racconti delle sculture che hanno realizzato e installato in giro per il mondo.

A Pietrasanta mi dedico anche al disegno dal vero, con modelle in posa presso l’Atelier Franco Pagliarullo. I miei disegni sono veloci e istintivi — acquerelli, pastelli a olio, penna — e non rinuncio a sperimentare tecniche nuove. Cogliere la personalità di una modella con poche linee e colori non è facile, ma è una sfida che amo.

Il tema che ricorre di più nel mio lavoro è il cavallo, affrontato con freschezza figurativa sia nella grafica che negli altri materiali. Preferisco lavorare velocemente, per catturare la sensazione immediata: dettagli troppo realistici, spesso, finiscono per far perdere forza alla struttura.

"L'arte non è copiare ciò che vedo, ma fermare il tempo di ciò che sento: un istante che diventa materia, linea, memoria."

-Francesco Venier

L'arte non copia ciò che vedo,
ma ferma ciò che sento.

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